Verso la nuova riforma della scuola, Bianchi cambia i percorsi per diventare insegnante
Secondo la bozza del decreto, sarà possibile conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori, ndr) «a seguito dello svolgimento del percorso universitario di formazione iniziale di 60 crediti formativi universitari o accademici e del superamento, presso i centri universitari, della prova finale del suddetto percorso».

Sarà possibile accedere al concorso nazionale docenti mediante solo in possesso di tre diverse tipologie di requisiti:
- avere già ottenuto l’abilitazione con i 60 crediti universitari;
- avere conseguito il requisito minimo di 30 crediti, di cui 15 di tirocinio. Una volta vinto il concorso, sarà necessario procedere all’abilitazione conseguendo ulteriori 30 crediti formativi nell’anno di prova;
- avere accumulato almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 5 anni, anche in modo non continuativo. Questo criterio sarà valido solo per i docenti già precari.
Secondo la nuova bozza di riforma, per ogni classe di concorso, verranno stilate due diverse graduatorie dei vincitori. Nella prima graduatoria verranno elencati i vincitori che possiedono l’abilitazione specifica richiesta per la classe di concorso, mentre nell’altra verranno elencati i vincitori che sono in possesso dei requisiti minimi. I vincitori della prima graduatoria verranno immessi in ruolo con precedenza sui vincitori della seconda graduatoria, mentre questi ultimi verranno «immessi in servizio con contratto a tempo determinato part-time, nel limite dei posti vacanti e disponibili residui annualmente autorizzati».
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