La scuola ibrida è il futuro dell’innovazione educativa

La scuola è appena iniziata, neppure dappertutto a dire il vero, e siamo già impantanati nelle sabbie mobili indotte dal virus e dalla sua gestione. Chi si illudeva di un inizio tranquillo può già mettersi l’anima in pace: il panico regna tra alunni, insegnanti, operatori. Molte famiglie, nel dubbio, decidono di tenere a casa i propri figli preventivamente.

La scuola ibrida è il futuro dell'innovazione educativa

La conclusione? Se non impariamo a convivere con il virus a scuola siamo fritti.

Il principio alla base della scuola ibrida è molto semplice: 1 remote ALL remote.

Un esempio pratico: chi è connesso da casa non può assistere passivamente allo svolgimento della lezione come fosse davanti in pigiama davanti alla tv. Chi invece è a scuola seguirà la lezione con gli stessi strumenti, e gli stessi processi di chi è a casa, partecipando attivamente a quel che accade in classe (es. lavori di gruppo svolti su lavagne elettroniche condivise).

Ma non è una mera questione di strumenti: la tecnologia da sola non fa niente. È come la utilizziamo che fa la differenza. Un insegnante dovrà adottare una didattica che integra tre elementi e li posiziona in modo appropriato nel nuovo contesto ibrido: Gli strumenti, Le competenze, La forma mentis.

La scuola è diventata il laboratorio sociale dove si gioca la partita decisiva per far uscire il nostro Paese dalle sabbie mobili che ci asfissiavano ben prima del Covid. Nessuno, però, può farcela singolarmente.

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