Non ci basteranno tre mesi per salvare la scuola italiana

Forse è il momento che Lucia Azzolina lasci: presentare fine giugno per un non-piano che poteva essere preparato due mesi fa, scaricando sull’autonomia scolastica le responsabilità della ripresa di settembre, è troppo anche per una ministra non eccelsa come lei.

foto: Marco Cantile/LightRocket via Getty Images

Ma dovrebbe essere troppo anzitutto per il governo di cui fa parte, che dai pomposi Stati generali è uscito con le solite paroline di circostanza e ha messo spiccioli sul dramma della scuola: nel decreto rilancio appena 1,5 miliardi – la famosa metà delle risorse per Alitalia – sono destinati a questo settore (salgono a 4,5 solo aggiungendo diverse voci, destinate in gran parte all’edilizia).

Il punto è che le scuole non si rifanno in due mesi e mezzo scarsi, specie quando la situazione di partenza ci parla di otto strutture su dieci non a norma e di interventi di vario tipo necessari in 50mila edifici su 58mila totali.
A proposito di distanziamento sociale: nelle aree più densamente abitate la concentrazione di istituti non a norma è più elevata.

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 giovedì 25 Giugno - 2020
Scuola
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