Scuola, cosa entra nelle classi della società che li circonda?
Quali contenuti passa, in definitiva, la scuola ai nostri figli? Ce ne sono, è ovvio, di natura prettamente didattica; la trasmissione di conoscenze tracciabili e tracciate, nozioni che variano, nella parte di specialità, da indirizzo a indirizzo.
C’è però anche un’area più o meno vasta che è occupata da altro tipo di formazione, destinata agli studenti che la ricevono, per così dire, dall’esterno.

Ad entrare nelle aule, in quelle occasioni, è la società nella quale siamo calati.
Di solito è il mondo del volontariato a condurcela. È l’associazionismo a cercare uno spazio all’interno delle istituzioni scolastiche, per avvicinare i giovani alla più stretta attualità.
I temi sono importanti. Ed ecco che la scelta di introdurre in aula un certo tipo di dibattito e di approfondimento piuttosto che un altro deve provenire da fonti che non si pieghino ad intenti propagandistici o manipolatori di alcun genere.
Gli studenti devono essere messi in condizione di conoscere, elaborare informazioni che poi useranno in un lavoro di costruzione progressiva della loro personale opinione. Non sono, i nostri figli, una massa acritica da convincere, insomma.
Sarebbe infatti molto utile, oltre che interessante, riuscire a coinvolgere – come il più delle volte non accade, purtroppo – i docenti nelle attività che si progettano per i loro alunni.
E’ esigenza sentita da chi quelle ore di formazione le tiene davanti a centinaia di studenti della cui storia personale nulla può conoscere.
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